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Reattore nucleare lunare entro il 2030: l’accordo strategico tra NASA e DOE

NASA e il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti hanno firmato un nuovo Memorandum of Understanding per lo sviluppo congiunto di un reattore nucleare lunare entro il 2030.

Il sistema garantirà energia continua, affidabile e non soggetta alle interruzioni dovute al ciclo solare lunare, abilitando missioni di lunga durata e infrastrutture autonome sulla superficie della Luna.

Una partnership interistituzionale per un sistema di potenza a fissione sulla Luna

Il 14 gennaio 2026, la NASA e il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (DOE) hanno ufficializzato un accordo per avviare la ricerca e lo sviluppo di un sistema di potenza a fissione per applicazioni sulla superficie lunare. Il programma è parte integrante della strategia Artemis, che mira alla presenza umana sostenibile sulla Luna e alla preparazione per le future missioni su Marte.

L’obiettivo principale è la realizzazione di un reattore nucleare funzionante sulla superficie lunare entro il 2030, in grado di garantire un’alimentazione elettrica continua, efficiente e sicura per supportare operazioni complesse in ambienti estremi, privi di atmosfera e soggetti a escursioni termiche marcate.

Limiti dell’energia solare e necessità di una fonte costante

La maggior parte delle missioni lunari fino ad oggi ha utilizzato pannelli fotovoltaici come fonte di energia primaria. Tuttavia, la notte lunare dura circa 14 giorni terrestri, durante i quali l’assenza di luce solare impedisce la produzione di energia elettrica e le temperature si abbassano drasticamente, rendendo difficile il mantenimento delle attività operative e il supporto alla vita.

Le batterie e i sistemi di accumulo tradizionali risultano insufficienti per coprire l’intero ciclo notturno lunare senza significativi compromessi operativi. Per affrontare queste criticità, la NASA e il DOE hanno scelto la strada della generazione di energia attraverso la fissione nucleare.

Il sistema di potenza a fissione: autonomia e affidabilità pluriennali

Il reattore nucleare in fase di progettazione sarà in grado di operare per anni senza rifornimenti o interventi di manutenzione. A differenza delle tecnologie solari, il sistema non è influenzato dal ciclo giorno-notte lunare, dalle condizioni ambientali estreme né dall’accumulo di polvere regolito sulle superfici esposte.

Secondo quanto dichiarato dalla NASA, l’obiettivo è sviluppare un sistema “sicuro, efficiente e abbondante” che possa supportare non solo le necessità primarie di un avamposto lunare, ma anche attività complesse come esperimenti scientifici, estrazione di risorse e funzionamento continuo di veicoli autonomi.

Il sistema sarà progettato per funzionare in modo autonomo, senza necessità di interventi umani diretti, rispondendo ai requisiti di affidabilità in ambienti remoti.

Competenze complementari per un obiettivo comune

La collaborazione unisce le competenze distintive di entrambe le agenzie:

  • NASA: esperienza nella progettazione architetturale delle missioni spaziali, nello sviluppo di payload lunari e nelle operazioni in ambienti extraterrestri.
  • DOE: competenze avanzate nella progettazione, autorizzazione e gestione di reattori nucleari e nel ciclo del combustibile fissile.

Il Memorandum of Understanding firmato consente una cooperazione tecnica estesa, che include lo sviluppo congiunto del sistema, l’autorizzazione normativa per il lancio e l’integrazione con le infrastrutture lunari.

Supporto infrastrutturale per una presenza sostenibile sulla Luna

Un’infrastruttura energetica stabile rappresenta la condizione abilitante per:

  • Sistemi di supporto vitale (life support).
  • Laboratori scientifici.
  • Impianti per l’estrazione e la lavorazione in situ delle risorse (ISRU – In-Situ Resource Utilization).

Secondo il responsabile della NASA Jared Isaacman, la costruzione di una rete elettrica lunare è essenziale per superare i limiti delle attuali fonti intermittenti, aprendo la strada a una permanenza continuativa sulla superficie lunare. Tale rete permetterebbe l’alimentazione continua di habitat, rover autonomi, sensori distribuiti e apparati di comunicazione.

Confronto con iniziative internazionali: la proposta di Roscosmos

Parallelamente all’annuncio statunitense, anche l’agenzia spaziale russa Roscosmos ha reso noto un piano per la costruzione di una centrale nucleare lunare da realizzare entro il prossimo decennio. Il progetto russo mira a fornire energia a infrastrutture permanenti sulla Luna e ad alimentare veicoli robotici per missioni scientifiche a lungo raggio.

Il panorama globale mostra quindi un interesse crescente verso soluzioni energetiche nucleari per l’esplorazione spaziale, con implicazioni sia operative sia geopolitiche.

Dalla generazione termoelettrica alla fissione: evoluzione dei sistemi energetici nello spazio

La NASA e il DOE vantano una lunga storia di collaborazione, che affonda le radici in oltre mezzo secolo di sviluppo congiunto di tecnologie energetiche per lo spazio. Le missioni del passato hanno impiegato generatori termoelettrici a radioisotopi (RTG), utilizzati in ambienti dove la luce solare è troppo debole per supportare il fotovoltaico, come nel caso delle sonde Voyager e New Horizons.

Il passaggio a un sistema di fissione nucleare a superficie rappresenta un salto di scala significativo in termini di potenza disponibile e continuità di fornitura. A differenza degli RTG, che producono decine di watt, i reattori a fissione in progettazione puntano a una potenza dell’ordine dei kilowatt continui, sufficienti a sostenere una base lunare abitata.

Il ruolo strategico della Luna nella futura esplorazione interplanetaria

La Luna, distante 384.400 chilometri dalla Terra, ha un’influenza fondamentale sulla stabilità dell’asse terrestre e sulla regolazione delle maree. Stabilire un insediamento permanente sulla sua superficie offre l’opportunità di condurre ricerche approfondite sulla geologia del sistema solare, sull’evoluzione dei corpi celesti e sulla fisica fondamentale in ambienti con gravità ridotta.

Il supporto energetico nucleare consentirà inoltre l’utilizzo della Luna come piattaforma logistica per missioni verso Marte, facilitando operazioni di assemblaggio, lancio e rifornimento in orbita lunare.

Dichiarazioni istituzionali e visione di lungo termine

Il Segretario all’Energia degli Stati Uniti, Chris Wright, ha collegato il progetto alla tradizione storica dell’innovazione scientifica americana, citando esempi come il Progetto Manhattan e il programma Apollo. Queste pietre miliari, ha affermato, dimostrano come l’unione di scienza e ingegneria negli Stati Uniti abbia reso possibile ciò che prima sembrava irraggiungibile.

La dichiarazione di Jared Isaacman sintetizza l’approccio strategico: “L’America è impegnata a tornare sulla Luna, costruire le infrastrutture per restarvi, e realizzare gli investimenti necessari per il prossimo grande balzo verso Marte e oltre. Raggiungere questo futuro richiede di sfruttare l’energia nucleare.”

Prospettive tecnologiche e roadmap di sviluppo

Il progetto prevede diverse fasi tecniche:

  • Definizione dei requisiti del sistema energetico in base agli scenari lunari di riferimento.
  • Progettazione e test a terra del reattore in ambienti simulati.
  • Autorizzazione normativa da parte delle agenzie federali per il lancio e l’impiego nello spazio.
  • Integrazione con habitat, moduli e rover destinati alla superficie lunare.
  • Distribuzione modulare dell’energia mediante micro-grid locali.

L’infrastruttura risultante costituirà la base per una rete energetica lunare scalabile, con potenziale estensione verso altri corpi celesti.

Published by
Carolina Valdinosi