Alex Honnold ha completato con successo la scalata in free solo del Taipei 101, firmando la più alta arrampicata urbana senza corde mai registrata. L’impresa è stata trasmessa durante l’evento “Skyscraper Live”, prodotto da Netflix e ripreso integralmente con droni e camere mobili.
Il climber statunitense Alex Honnold, noto per essere stato il primo a scalare in free solo la parete di El Capitan, ha aggiunto un nuovo traguardo alla sua carriera salendo l’intera facciata del Taipei 101, uno dei grattacieli più alti al mondo. L’arrampicata, durata circa un’ora e mezza, è stata completata senza l’uso di corde o sistemi di sicurezza attivi, e si è conclusa con Honnold in cima alla sfera del palazzo, dove ha salutato il pubblico e scattato un selfie.
La discesa è avvenuta indossando un’imbracatura fluorescente, da cui si è calato per raggiungere successivamente l’interno dell’edificio. Dopo l’arrivo, ha riabbracciato la moglie Sanni McCandless, presente all’evento insieme ai loro due figli.
Lo spettacolo dal vivo intitolato “Skyscraper Live”, trasmesso in streaming su Netflix, era inizialmente previsto per il giorno precedente ma è stato rimandato a causa delle condizioni meteo. La diretta è stata condotta da Elle Duncan, con il supporto di Seth Rollins, Emily Harrington e Mark Rober, che hanno affiancato la cronaca con commenti tecnici e aggiornamenti ambientali.
Migliaia di spettatori si sono radunati fuori dalla zona di esclusione per assistere all’evento dal vivo. Honnold ha iniziato la scalata con una breve pausa per sistemare il gesso sulle mani, salutando la folla prima di iniziare l’ascesa.
La scalata è stata suddivisa in tre sezioni principali:
Durante la salita, Honnold ha affrontato diverse difficoltà, come protuberanze dalla forma irregolare e decorazioni architettoniche tra cui dieci draghi ornamentali e due ruyi cinesi. L’arrampicata è stata seguita in tempo reale con un sistema di localizzazione e cronometro, affiancata da segmenti pre-registrati, interviste e spiegazioni tecniche.
Le condizioni meteo erano favorevoli, ma il vento è rimasto costante per tutta la scalata. Secondo Honnold, il fattore vento è stato preso in considerazione durante la preparazione e non ha rappresentato un rischio critico. Una finestra di sicurezza di 10 secondi è stata inserita nella trasmissione per consentire eventuali interruzioni in caso di emergenza.
Durante l’ascensione, Honnold ha comunicato saltuariamente con lo staff tecnico a causa di interruzioni del segnale del microfono. Ha anche dichiarato di sentirsi affaticato, in particolare nella parte finale della torre, dove ha effettuato un tratto in “campusing”, cioè usando solo le mani per salire.
Il Taipei 101 è un grattacielo in acciaio e vetro alto 508 metri, completato nel 2004. Durante i giorni precedenti l’evento, numerosi edifici della capitale taiwanese hanno illuminato le proprie facciate con messaggi di supporto come “Go Alex!”. Diverse offerte simboliche per la buona riuscita dell’impresa sono state fatte dalla popolazione locale.
Prima della trasmissione, Netflix ha visualizzato un messaggio di avviso riguardo ai rischi di imitazione, ricordando che le scalate urbane non autorizzate sono illegali e potenzialmente letali.
In un’intervista precedente all’evento, Honnold ha sottolineato che un’impresa del genere, pur trasmessa a livello globale, non può essere “resa sicura” secondo i criteri tradizionali. La sicurezza, ha affermato, deriva da anni di preparazione, allenamento e prove ripetute, non da dispositivi esterni. Ha anche ribadito che, pur percependo la paura, la sua risposta fisiologica è diversa da quella della media delle persone, un aspetto confermato da studi neurofisiologici sulla sua amigdala.
Il successo dell’evento rafforza la sua reputazione internazionale, costruita con scalate senza protezione su alcune delle pareti più iconiche del mondo. Il documentario Free Solo (2018), incentrato sulla sua salita di El Capitan, ha ottenuto un premio Oscar e un Emmy.
La scalata del Taipei 101 rappresenta un nuovo caso di studio per l’esplorazione del potenziale umano in contesti urbani estremi. L’evento offre anche spunti per il dialogo sul confine tra sport, performance mediatica e sicurezza pubblica. La sua riuscita pone nuovi interrogativi sul futuro delle imprese verticali in ambito cittadino e sulla responsabilità degli atleti e dei produttori nell’uso di immagini ad alto impatto per intrattenimento globale.