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Case mobili escluse dall’autorizzazione paesaggistica: in arrivo novità al DPR 31

Questa novità mette un po’ in discussione alcune regole legate alla paesaggistica, soprattutto per quanto riguarda le case mobili.

Negli ultimi mesi si è tornato a discutere di regole e vincoli legati all’autorizzazione paesaggistica. Un tema che può sembrare distante, ma che in realtà tocca la vita quotidiana di chiunque si occupi di edilizia, turismo o persino semplici installazioni all’aperto. Non è raro infatti che piccole opere si trasformino in un labirinto burocratico difficile da attraversare.

Il punto centrale sta nel famoso decreto del Presidente della Repubblica n. 31 del 2017, che elenca in modo dettagliato quali interventi edilizi necessitino o meno di autorizzazione paesaggistica. Quel regolamento, approvato ormai diversi anni fa, aveva già introdotto una serie di semplificazioni. Tuttavia, il contesto sociale ed economico è cambiato, e con esso anche le richieste di maggiore flessibilità.

In particolare, ci sono state pressioni da parte del mondo turistico e delle associazioni locali, che chiedevano una revisione delle regole per le cosiddette case mobili, quelle sistemazioni temporanee nei campeggi o nei villaggi turistici. Una questione apparentemente marginale, ma che ha spinto le istituzioni a riaprire il dossier.

E così, alla fine di luglio 2025, la Conferenza Unificata ha messo nero su bianco un’intesa importante. Si è trattato di un passaggio formale ma anche sostanziale, perché ha aperto la strada a una modifica del D.P.R. 31/2017, con l’obiettivo di allargare le esenzioni dall’autorizzazione paesaggistica e rendere i procedimenti un po’ meno tortuosi.

I primi passi

Durante la seduta del 30 luglio 2025, si è discusso di diversi punti all’ordine del giorno, che spaziavano dall’energia alla protezione civile. Tra questi, però, uno in particolare ha attirato l’attenzione: lo schema di decreto destinato a modificare il regolamento paesaggistico del 2017.

Il tema non è nuovo: già in passato c’erano state richieste di aggiornare il decreto, soprattutto dopo che la legge annuale per il mercato e la concorrenza del 2022 aveva previsto di ampliare le categorie di interventi considerati di lieve entità. La seduta di luglio, in questo senso, ha rappresentato il punto d’arrivo di un lavoro tecnico iniziato mesi prima, con incontri tra ministeri, regioni e associazioni come ANCI e UPI.

Illustrazione di un caravan (Canva FOTO) – buildingcue.it

Le regole cambiano!

L’intesa approvata porta la firma della Conferenza Unificata ed è contenuta nell’atto n. 109/CU del 30 luglio 2025. In quel documento, disponibile sul portale istituzionale statoregioni.it, si chiarisce che il nuovo schema di decreto del Presidente della Repubblica interviene proprio sul D.P.R. 31/2017. L’obiettivo è duplice: da una parte ampliare l’elenco delle opere escluse dall’autorizzazione paesaggistica, dall’altra introdurre ulteriori semplificazioni procedurali. Tra le modifiche di maggiore rilievo rientra proprio l’esenzione per case mobili e caravan all’interno di campeggi e villaggi turistici, una misura a lungo sollecitata dal settore.

Per esempio, un villaggio turistico o un campeggio che ha già ottenuto in precedenza l’autorizzazione, potrà posizionare case mobili nelle proprie aree, così come roulotte e caravan senza richiedere un nuovo permesso. L’importante è che l’autorizzazione paesaggistica, copra diverse aree interessanti sia alla vita che all’igiene degli ospiti, come per esempio le aree relative alla luce e alle aree fognarie. Il permesso può non essere richiesto nel caso in cui i veicoli siano sei veri e propri “mezzi ricreativi” (roulotte per esempio), in grado di essere trasportati su strada o possedere comunque sistemi che possano permettere lo spostamento. A patto, però, che questi mezzi non siano fissati permanentemente al terreno, con i collegamenti vitali (luce, gas, scarichi) scollegabili facilmente. L’importante è che non avvenga nessun cambiamento permanente al paesaggio.

Published by
Mattia Paparo