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LIDL, dpo che hanno scoperto chi produce la sua pasta, stanno facendo file dalle sei del mattino | Qualità elevate e prezzi stracciati

Illustrazione di un supermercato della LIDL (Canva FOTO) - buildingcue.it

Illustrazione di un supermercato della LIDL (Canva FOTO) - buildingcue.it

La pasta non può mai mancare nelle case degli italiani, eppure molti non conoscono chi la produce. Soprattutto quella della LIDL!

La pasta è uno degli alimenti simbolo della cucina italiana, tanto semplice quanto radicato nella nostra cultura. Dietro a un piatto di spaghetti o penne, però, c’è un processo produttivo preciso, frutto di secoli di tradizione e di tecniche sempre più raffinate.

Tutto inizia con le materie prime: la semola di grano duro e l’acqua. Questo impasto, apparentemente elementare, è la base che determina qualità, consistenza e sapore della pasta. La semola conferisce elasticità e resistenza, mentre l’acqua lega il tutto in modo uniforme.

Una volta creato l’impasto, si passa alla trafilatura, cioè al passaggio attraverso stampi che definiscono la forma desiderata: dalle lunghe fettuccine alle piccole orecchiette. Qui entrano in gioco anche le trafile in bronzo o in teflon.

L’ultima fase è l’essiccazione, momento fondamentale per conservare la pasta a lungo senza alterarne le caratteristiche. Un tempo avveniva al sole, oggi si fa in ambienti controllati, con temperature e tempi calibrati.

Una pasta davvero buona

Quando si parla di pasta, spesso si pensa subito ai grandi marchi storici, quelli che hanno fatto la fortuna del “made in Italy” nel mondo. Eppure, chiunque abbia fatto un giro tra gli scaffali di un supermercato discount sa bene che esistono alternative più economiche, e a volte sorprendenti.

Nei punti vendita Lidl, ad esempio, i marchi Italiamo e Combino hanno conquistato un posto stabile nelle dispense proprio perché uniscono prezzo contenuto e qualità più che dignitosa. Questa combinazione ha incuriosito molti consumatori, tanto che ci si è chiesti chi fosse davvero dietro la produzione di queste confezioni di spaghetti e penne vendute a pochi euro. Ed è qui che il discorso si fa interessante, perché dietro alle cosiddette “private labels” non si nascondono marchi anonimi, ma nomi noti dell’industria alimentare italiana.

Illustrazione di un po' di pasta (Canva FOTO) - buildingcue.it
Illustrazione di un po’ di pasta (Canva FOTO) – buildingcue.it

Chi c’è davvero dietro?

Secondo quanto riportato dal sito Cellulari, la pasta venduta con i marchi Lidl viene realizzata da alcuni dei pastifici più apprezzati del panorama nazionale. Tra questi compare il Pastificio Dibenedetto, con sede in Puglia, che si distingue per la produzione di formati tipici regionali. C’è poi il Pastificio Liguori, in Campania, storico produttore che utilizza trafile al bronzo per ottenere una pasta dalla superficie ruvida e porosa, perfetta per trattenere il condimento.

Infine, non manca un nome di peso come Pasta Zara, una delle aziende più grandi d’Italia nel settore. Questa scoperta smonta l’idea, ancora diffusa, che i prodotti da discount siano sempre di serie B. In realtà, il meccanismo delle private labels si basa proprio sull’affidarsi a produttori solidi, capaci di garantire qualità costante senza però gravare sui prezzi con campagne pubblicitarie o packaging elaborati.